LA FORZA DELLA VITA


"Come tutti i miei amici aspiravo al successo. A differenza di loro non sapevo cosa significasse. Soldi? Forse. Una moglie? Dei figli? Una casa? Certo, se avessi avuto fortuna. Erano questi gli obiettivi al quale mi era stato insegnato ad aspirare, e una parte di me era a quello che aspirava, istintivamente. Ma nel profondo cercavo qualcos'altro, qualcosa di più. Avevo la penosa sensazione che il nostro tempo fosse breve, più breve di quanto pensassimo, breve come una corsa mattutina, e volevo che il mio avesse un senso. E uno scopo. Che fosse creativo. E importante. Ma, soprattutto... diverso.

Volevo lasciare un segno nel mondo"


Così racconta ne "L'arte della vittoria" Phil Knight, il cavaliere moderno (almeno stando al suo cognome) che negli anni sessanta ha fondato la Nike. Come i grandi uomini e le grandi donne di successo anche Phil aveva un sogno da realizzare. "Il sogno", non uso qualsiasi, ma quello che lo teneva sveglio la notte a fantasticare di cambiare le cose.


Se c'è una festa che racconta di cambiamento, di percorsi e traguardi raggiunti, quella festa è proprio la pasqua, un rito che ha origini antichissime e del cui vero significato, un po', ci siamo dimenticati. La pasqua, nella Bibbia, è la storia di una liberazione: dopo la morte del primogenito maschio il faraone finalmente decide di liberare gli ebrei dalla schiavitù e questi, guidati da Mosé, attraversano le acque del Mar Rosso. Ma la pasqua racconta anche e soprattutto la passione di Gesù, quel momento di profonda crisi interiore e di terribile sofferenza, anche fisica, necessario a raggiungere uno stato che è ultraterreno, trascendente, mistico.


Nella nostra cultura si può essere "liberi", si può in qualche modo avere "successo", compiendo un percorso di trasformazione, un percorso che è ignoto, pieno di pericoli e non ha meta.

La Pasqua rappresenta la rinascita come una liberazione che deriva da un passare oltre, ma un passare oltre che non è privo di sofferenza.


Chi abitualmente va a correre conosce perfettamente la sensazione che si prova: andare a correre non implica raggiungere un quotidiano traguardo, ma vagare senza meta in cerca di un confronto, duro, che prima di tutti è con se stessi.


La Pasqua insegna che anche noi comuni mortali possiamo vivere una rinascita, anzi ci ricorda che è nostro dovere farlo. E che non possiamo ambire alla felicità senza attraversare il dolore: Yin e Yang si compensano a vicenda e non esiste l'uno senza che esista l'altro. Però questa festa porta con se la speranza che ogni giorno noi possiamo scegliere di rinascere più forti del giorno prima.



Siamo ricchi di energia, siamo portatori di vita e sta a noi far fiorire il nostro frutto per lasciare il nostro segno nel mondo. Per farlo noi Cenerentole dobbiamo nutrire corpo e anima nel modo giusto, in modo da essere pronte ad affrontare qualsiasi sfida incontriamo sul nostro cammino.


Buona Pasqua!







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