PRIMA CHE CENERENTOLA DIVENTASSE CENERENTOLA

Aggiornamento: 24 feb 2021

Hai presente quella fase? Quel momento nella tua infanzia in cui tutto era perfetto e in cui ti sentivi davvero amata?

A memoria quella fase per me non è durata poi molto, ma quel tanto che basta per ricordarmi che c'era. La mente è subdola, i bei ricordi li rende indelebili. Soprattutto se ti fanno soffrire.


Anche Cenerentola se la ricordava bene quella parte della sua storia.

Per lei rappresentava ciò che è venuto prima di tutto: prima della Matrigna, prima della morte del padre e prima, chiaramente, di diventare una Cenerentola.

Essere una Cenerentola è una condizione, non dimenticarlo. E in quanto tale è temporanea, cioè se vuoi passa. Solo che lei non l'aveva capito.


Cenerentola era rimasta ad aspettare il ritorno del padre, il suo grande amore e, con il naso alla finestra, osservava. Perché, anche se non ce ne rendiamo conto, quando aspettiamo siamo osservatori della vita.


Seneca una volta ha detto che:

“Il maggior ostacolo del vivere è l'attesa, che dipende dal domani ma spreca l'oggi.”

Quando ci sentiamo "orfane" di un amore che non ritorna rischiamo di perdere gran parte del nostro presente nel ricordo di un passato glorioso che paragonato all'oggi è terribile.

Il segreto è smettere di aspettare? Smetterla di aspettare le vacanze, un lavoro migliore, un fidanzato migliore, un futuro incerto che sicuramente sarà diverso da come immaginato?


Ogni giorno possiamo scegliere di non sentirci orfane, di trovare il coraggio di contrastare la matrigna e di usare la torre nella quale ci sentiamo così sole per capire cosa veramente vogliamo e come possiamo ottenerlo.


Puoi scegliere di continuare ad aspettare che arrivi la fata madrina, oppure renderti conto che, forse, senza accorgertene l'hai già incontrata. Con il nostro percorso gratuito puoi iniziare subito a dare una bella rispolverata alla tua storia, partendo dal punto A, dall’inizio, dall’origine di tutto.


Il percorso inizierà il 01 marzo e si concluderà a metà aprile. Il percorso ti permetterà di focalizzare tutte le difficoltà che hai incontrato sul tuo percorso, di dargli un nome, di fare pace con loro.

Per frequentare il percorso dovrai svolgere gli esercizi assegnati via mail, esercizi che ti permetteranno di comprendere quando hai permesso agli altri di definirti, quando hai impedito a te stessa di metterti alla prova e perché non hai ancora trovato la tua strada.

Per gli esercizi hai bisogno di un quaderno, di una penna e del tuo smartphone.


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