SIAMO TUTTE CENERENTOLE CHIUSE NELLA TORRE


Questo post parla di Cenerentola, di Covid e di lockdown. E non vuole essere polemico o politico ma solo dare una diversa interpretazione a ciò che sta capitando.

Siamo, di nuovo, quasi tutti in lockdown. A un anno di distanza nulla è cambiato, le scuole che chiudono, la paura (per i vaccini, forse, più che per il Covid), il fatto di dover stare chiusi in casa, ancora una volta, a scannarci in xx mq. Insomma stiamo vivendo un dejà-vu di un film che nessuno avrebbe mai voluto vedere e non sappiamo come uscirne. E questa cosa, a livello personale, pesa moltissimo, per ognuno in modi diversi (familiari, lavorativi, affettivi,...).



Nella storia di Cenerentola, come in tante altre storie della nostra infanzia, c'è un momento, nessuno sa quanto lungo, in cui il protagonista rimane rinchiuso e pensa. Ma anche nella nostra Storia, quella che si studia a scuola, ci sono momenti collettivi in cui rimanere rinchiusi è consigliata come la strada da seguire. C'è, ad esempio, nel racconto del diluvio. Non è forse un lockdown quello dell'arca di noè? E c'è, anche, nella storia d'Egitto, quando per le piaghe gli egiziani sono costretti a rimanere chiusi in casa. Nella nostra Storia recente c'è stata la seconda guerra mondiale, come racconta benissimo Anne Frank. E ci sarebbero molti altri esempi da fare, perché nonostante facciamo fatica ad accettarlo, nei cicli naturali la reclusione è la dimensione che precede una nuova nascita.


Tutti noi siamo passati da una reclusione (dentro un uovo) per formarci e venire al mondo. Gli animali hanno spontanei periodi di reclusione, che cambiano a seconda delle specie: il letargo per i mammiferi, la chiusura nell'arnia per le api e la costruzione del bozzolo per il bruco che diventa farfalla.

Escludendo allora ogni discussione sulla politica che ha sbagliato, sui vaccini che sono in ritardo o fanno male, sul fatto che dovevamo già esserne usciti e che tutto questo è un complotto, è giunto il momento di fare una collettiva riflessione sul fatto che, forse, come singoli e come gruppo, di questa reclusione ne abbiamo ancora bisogno. Abbiamo forse ancora bisogno di guardare dentro, ancora di più, di concentrarci su ciò che davvero vogliamo tenere, su ciò che è veramente importante e su ciò che invece nella nuova vita, quella post-lockdown, vogliamo abbandonare. Abbiamo probabilmente ancora una volta bisogno di fare il pane, per vedere che per lievitare, per essere pronti, ci vuole tempo e pazienza. Abbiamo forse ancora bisogno di dedicare più tempo a noi stessi che al lavoro, quel tempo lento della noia che non esiste più e che invece è il vero motore della creatività. E abbiamo semplicemente bisogno di pensare, almeno a livello personale, cosa dobbiamo e vogliamo cambiare di noi.


E' di nuovo giunto il momento di essere Cenerentole nella torre, davvero vogliamo perdere questa opportunità?


Se sei una Cenerentola moderna decisa a mettersi alla prova per riscrivere la sua storia sai però devi renderti una cosa: stare nella torre va bene, il tempo necessario per capire come ne vuoi uscire. Ora ti chiedo: quand'è stata l'ultima volta che sistematicamente hai riflettuto su ciò che andava bene per te?


Se sei decisa a uscire principessa da quella torre è arrivato il momento di rinchiuderti davvero e prepararti ad una nuova te, come un bruco pronto a diventare farfalla.

Certo, potresti anche non fare niente o raccontarti che le cose cambieranno, ma la realtà è che se prima non conosci davvero il tuo valore e non smetti di dire e pensare certe cose continuerai a sentirti debole.

Per smettere di farlo puoi decidere di iniziare il percorso gratuito Scopri se sei una Cenerentola.


Il percorso ti permetterà di focalizzare tutte le difficoltà che hai incontrato sul tuo percorso, di dargli un nome, di fare pace con loro.

Per frequentare il percorso dovrai svolgere gli esercizi che trovi nella tua area riservata del sito, esercizi che ti permetteranno di comprendere quando hai permesso agli altri di definirti, quando hai impedito a te stessa di metterti alla prova e perché non hai ancora trovato la tua strada.

Per gli esercizi hai bisogno di un quaderno, di una penna e del tuo smartphone.


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